Scontri di Definizioni

Passo dal desiderio di volermi definire all’avere il terrore verso ogni tipo di definizione. Probabilmente perché il mondo è un po’ bastardo e definirsi significa andare incontro a scontri di definizioni.

Io ad un certo punto mi sono ritrovata con una definizione addosso come l’estate di Jovanotti. Una definizione che si materializza con il postino che suona al citofono portandoti il certificato di invalidità. Tutto quello che è successo prima dell’arrivo del postino sconvolge ma non definisce. Tutto quello che è successo prima si concretizza con l’INPS.

Io ad un certo punto sono diventata una portatrice di handicap, handicappata, una disabile, una persona disabile oppure con disabilità, una invalida al 60%, 80%,100%. Tendenzialmente non mi indigno se vengo definita soltanto “disabile” . Non mi sento sminuita, ovviamente a meno che non mi rendessi conto di un filo di disprezzo nel tono di chi mi definisce semplicemente disabile. Il fatto che io non mi indigni in ogni circostanza mi fa sentire un po’ in colpa verso chi invece si indigna.

Io mi indigno di più, mi incazzo proprio quando con quel “persona con disabilità” intendono un essere umano chiuso in casa, senza vita sociale, affettiva e sessuale, che passa il tempo a compiangersi.

Sono questi per me gli scontri di definizioni. Chi se ne frega se “persona” non precede “disabile”? Se poi si infilano all’interno di una parola una serie infinita di variabili, di 2+2, di ragionamenti illogici, ignoranti, è peggio questo. È peggio lo stupore sul viso di chi scopre che sono laureata, che scrivo, viaggio, non mi annoio, ho una vita sentimentale con tutto quello che ne consegue, pure le rotture di scatole. È peggio sentirsi dire, da una coppia di sconosciuti, durante una passeggiata, che la persona che è con me appena si innamorerà non avrà più tempo per “portarmi fuori” e sono stata zitta, ho avuto paura di dire “veramente è la mia ragazza, quindi se si innamora di qualcuno sono io che non la porto più fuori”, avrebbe significato vedere uno stupore alla decima potenza.

A volte credo che ci arrovelliamo nell’appiopparci delle definizioni per sapere cosa rispondere agli altri.

Perciò preferisco essere considerata Federica la disabile che fa cose, anche a caso a volte, ma cose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...